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Libro " Diario dell'anima "

E’ difficile valutare quando  avviene il primo incontro di un uomo con la poesia, se mi guardo indietro e ripercorro con il pensiero tutta la mia vita, mi balzano alla mente remoti ricordi di un bambino giocoso intento a studiare quei strani segni in un foglio di carta che un giorno sarebbero diventati lo strumento principale per comunicare le proprie parole, quindi i propri pensieri agli altri ed al mondo.

Mi ricordo quei primi giorni di scuola e le varie emozioni che può provare solo un fanciullo spensierato, quando per la prima volta si rende conto che può identificare il proprio essere non solo con l’immagine che gli riflette lo specchio della sua cameretta tutte le mattine, ma anche con la scrittura.

E con la scrittura un giorno avevo impresso per sempre nella memoria di un foglio di carta, il mio nome , Gabriele.

Nell’aula in cui mi recavo tutte le mattine assieme ai miei compagni di classe notavo gli armadietti pieni dei vecchi quaderni scritti da chi ci aveva preceduti.

Essendo quella una vecchia scuola di campagna, poteva capitare di leggere cose che erano state scritte anche da molti anni, e proprio in quei giorni ho capito la potenza delle parole scritte, identificandole con messaggi immutabili nel tempo.

Un giorno arrivò il momento della prima poesia, di quelle che ci facevano imparare a memoria.

Recitare quelle poesie in modo un po’ “pappagallesco” sicuramente ne faceva perdere l’essenza primaria.                                                                                                   Avevo capito che chi le aveva scritte voleva trasmettere un emozione, un sentimento, il poeta in qualche modo si apriva al mondo in un momento di privato raccoglimento e di passione, per esprimere la propria forza vitale sotto forma di parole che volevano esprimere qualcosa di vero e da trasmettere al lettore.

Avevo maturato quindi la convinzione che un poeta è un regista di emozioni , non un cronista del proprio pensiero.

Un giorno verso i 14 anni vidi un famoso film che parlava della voglia di crescere di alcuni adolescenti in un college degli anni 50, mi ricordo l’idea di disciplina rigida che voleva insegnare loro quella scuola; addirittura studiavano la poesia con la matematica, volevano incatenare il pensiero umano tra gli assi cartesiani dello studio della metrica.

Anche se quello era solo un film, esprimeva molto bene il nostro vincolo Con la scienza dalle regole rigide e troppo prevedibili. Ognuno di noi pensa alla mela che è caduta in testa a newton e ripensa alla formula della gravità terrestre.

Per fortuna il pensiero umano non è affatto vincolato da una legge matematica gelida come i ghiaccioli che penzolano d’inverno dalle gronde delle case di campagna.

Le nostre Emozioni, il nostro Amore, la nostra Rabbia, la Nostra Vita, attingono forza dall’immenso spazio che vediamo con l’occhio della mente, dove tutto è in comunicazione con qualcosa di più grande, che sarà poca cosa rispetto ad un Tutto che va verso l’infinto e meraviglioso viaggio di tutti gli esseri dell’Universo.

Quando scriviamo una Poesia, o semplicemente un Diario dei nostri pensieri, siamo in comunicazione con la nostra intimità, riconosciamo la bellezza e l’importanza del mondo che ci ospita, siamo spinti a scrivere  per immortalare una emozione,  come farebbe un fotografo vedendo una scena piena di Colore e di Vita.

Come vediamo tra queste righe quindi la Poesia può avere varie forme e può essere collocata tra i vari universi emozionali che circondano tutte le forme di Vita.

Leggendo questo libro noterete che la mia esperienza con la poesia è dettata dalle mie esperienze dirette con il nostro ambiente naturale che non sono i parchi delle città o i giardini zoologici, ma la Natura Selvaggia dei Boschi dell’Appennino, dove ritrovo pensieri ed emozioni che di solito sono soffocati dai rumori delle macchine industriali e dai clacson delle automobili.

Questo libro vuole essere un viaggio nella semplicità delle cose, sono cose così semplici che però basterebbero a riempire i vuoti delle nostre vite solitarie di uomini moderni.

Il mio augurio per tutti gli uomini e le donne semplici di questo mondo è che un giorno vedendo la bellezza della vita al di là delle difficoltà del quotidiano, riescano di nuovo ad emozionarsi di fronte ad una farfalla sopra un fiore, come facevano da bambini, dove tutto il mondo era il loro piccolo regno.

Certamente non pretendo che questo mio Diario possa fare un tale miracolo, era un pensiero che volevo esprimere e l’ho scritto di getto, anche questa è Scrittura, Poesia Amore per la Vita.

Ora dalle vette più alte dei miei pensieri vi auguro buona lettura.

                                                                                              Gabriele Franco Ficco

Dove nasce una poesia di Gabriele Franco Ficco